Le organizzazioni

a cura di Claudio Guzzi

Gli ultimi decenni hanno visto la crescita delle manifestazioni di interdipendenza della popolazione mondiale in ambito economico, politico, tecnologico e culturale, processo comunemente conosciuto con l’espressione “globalizzazione”. Il fenomeno, assai complesso e tutt’altro che lineare, ha garantito un peso più significativo a organizzazioni internazionali di cooperazione economica, vecchie e nuove, proprio in relazione alla necessità (e alle correlate difficoltà) di governarlo.

Tra i principali attori di tale processo sono almeno da ricordare:

L’Organizzazione mondiale per il commercio (WTO, World Trade Organization, che dal 1995 ha sostituito il GATT), con sede a Ginevra; i Paesi aderenti (circa 150) sono impegnati a uniformare le proprie legislazioni in materia commerciale nella prospettiva della crescente liberalizzazione degli scambi.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE, con sede a Parigi), alla quale aderiscono i più importanti Paesi industrializzati del mondo. L’organismo ha progressivamente ampliato le sue funzioni, che consistono nel promuovere lo sviluppo, l’occupazione e il tenore di vita dei Paesi membri, nonché l’impegno a realizzare politiche di sostegno nei confronti dei Paesi in via di sviluppo.

L’UNCTAD (la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, creata nel 1964): è un organismo dell’ONU, con sede a Ginevra; ha il compito di favorire la conclusione di accordi di natura commerciale tra Paesi industrializzati e Paesi meno sviluppati, individuando particolari condizioni a favore di questi ultimi.

Il G7 è il vertice dei capi di Stato e di Governo dei sette Paesi più industrializzati (Giappone, Stati Uniti, Canada, Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia), che periodicamente si riuniscono per coordinare le rispettive politiche economiche e per esaminare i problemi dell’economia mondiale. A partire dal 1994 è invitata a partecipare alle riunioni politiche del vertice annuale anche la Federazione Russa, per cui oggi il gruppo è conosciuto come G8.

La Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), meglio conosciuta con il nome di Banca Mondiale, fondata nel 1945 e con sede a Washington. Ne fanno attualmente parte 180 Paesi; il suo ruolo principale è quello di finanziare la creazione di infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo, attraverso la concessione di prestiti a lunga scadenza. Le sue decisioni, così come quelle del Fondo Monetario Internazionale, vengono prese sulla base del principio “un dollaro, un voto”, un elemento che dà un grande potere ai Paesi più ricchi, che forniscono la maggior parte delle risorse di cui dispongono i due organismi.

Il Fondo monetario internazionale (FMI). E’ stato creato nel 1945, in applicazione delle decisioni prese nella conferenza di Bretton Woods del 1944, con l’obiettivo di assicurare il rispetto del sistema dei tassi di cambio fissi stabiliti a Bretton Woods e di frenare le tensioni monetarie che possono essere provocate dal ricorso alla svalutazione della moneta attuato da parte dei Paesi con deficit nella bilancia dei pagamenti. I Paesi membri con temporanei squilibri delle bilance dei pagamenti possono ottenere un finanziamento di programmi (cosiddetti di “aggiustamento strutturale”) e sono soggetti alla contestuale sorveglianza delle politiche economiche adottate.

La realizzazione degli scopi del Fondo è divenuta assai più problematica in seguito alle gravi crisi monetarie degli anni Settanta (passaggio dal sistema dei cambi fissi a quello dei cambi flessibili) e alle crisi finanziarie della fine degli anni Novanta (specie nell’Est asiatico e in America Latina). Questa è una delle ragioni per le quali molti economisti sostengono oggi che questi organismi non sono più in grado di assolvere la principale funzione ad essi assegnata, ossia garantire una crescita equilibrata nei commerci mondiali. Altri criticano invece tali potentissimi organismi internazionali in quanto privi di legittimazione democratica, dunque senza alcun titolo per decidere sulle sorti dell’umanità, ruolo che semmai spetterebbe alle Nazioni Unite. 

Numerose sono poi le organizzazioni di cooperazione economica internazionali sorte su base regionale, cioè tra Paesi che appartengono alla medesima area geografica, allo scopo di favorire la crescita e commercio all’interno della zona interessata. Oltre all’Unione europea sono almeno da ricordare:

il NAFTA, North American Free Trade Agreement (Accordo per il libero scambio nel Nordamerica), di cui fanno parte Canada, Messico e USA;

l’ASEAN, Association of South-East Asian Nations (Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico), di cui fanno parte Brunei, Cambogia, Malaysia, Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore, Thailandia, Laos, Myanmar (ex Birmania) e Vietnam; 

l’APEC, Asia-Pacific Economic Cooperation (Cooperazione economica fra i Paesi asiatici del Pacifico), organismo di cooperazione economica di cui fanno parte Cina, Giappone, Australia, i Paesi del NAFTA e numerosi altri Paesi asiatici;

il MERCOSUR, Mercado Comúun del Sur (Mercato comune del Sudamerica), di cui fanno parte Uruguay, Paraguay, Argentina, Brasile e al quale sono associati Cile e Bolivia. 

Accanto alle organizzazioni internazionali a carattere intergovernativo, in numerosi Paesi operano anche le organizzazioni non governative (ONG), che hanno progressivamente assunto un peso significativo nella realizzazione di progetti di cooperazione internazionale miranti allo sviluppo dei Paesi più poveri (ad esempio: la costruzione e la gestione di servizi sanitari, di trasporto, d’istruzione, ma anche la gestione diretta di organismi di natura finanziaria).  

Sitografia essenziale  

Il sito ufficiale del WTO, particolarmente ricco di informazioni e dati statistici, è all’indirizzo: www.wto.org .

Informazioni sull’attività dell’OCSE e dati statistici sono reperibili all’indirizzo www.oecd.org .

Il sito ufficiale dell’UNCTAD è all’indirizzo www.unctad.org.

Ricchissimo di dati statistici è il sito della Banca Mondiale www.worldbank.org. Nel sito è anche riprodotto il Rapporto annuale, una delle principali analisi disponibili sull’economia mondiale.

Il sito ufficiale del Fondo Monetario Internazionale, anch’esso particolarmente ricco di informazioni e dati statistici, è all’indirizzo www.imf.org

Il Rapporto sullo sviluppo umano, che introduce elementi di natura qualitativa nella misurazione del livello di sviluppo di un Paese, è pubblicato ogni anno a cura dell’UNDP, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo. Informazioni su tale organismo, e il testo integrale dello Human Development Report, sono reperibili all’indirizzo www.undp.org.  

Indirizzi utili relativi alle organizzazioni regionali sono:

per la UE il sito http://europa.eu.int;

per l’APEC il sito www.apecsec.org.sg;

per il NAFTA: www.nafta-sec-alena.org;

per l’ASEAN: www.asean.or.id;

per il MERCOSUR: www.mercosur.com

Numerosissime sono le associazioni che si occupano criticamente del tema della globalizzazione. A titolo puramente indicativo segnaliamo qualche sito di riferimento:

www.manitese.it (dell’associazione Mani Tese);

www.lilliput.it (rete Lilliput);

www.crmb.org (Campagna per la riforma della Banca mondiale);

www.attac.org (dell’associazione Attac);

www.forumsocialmundial.org.br (del World Social Forum);

www.oneworldnet.net (della rete One World Net, che comprende circa 900 associazioni per i diritti umani e lo sviluppo sostenibile). 

Anche le Organizzazioni Non Governative italiane sono numerosissime, per cui è impossibile riportarne tutti i siti.

Un elenco di tali organismi (e dei relativi indirizzi) è tuttavia reperibile sui seguenti siti:

www.unimondo.org/ongue/index.html

www.ong.it/

www.noprofit.org/ong.htm

Va infine almeno segnalata la Dichiarazione del Millennium Forum delle ONG, tenuto presso le Nazioni Unite nel maggio 2000, dedicato alle azioni per combattere la povertà e favorire la crescita dei Paesi meno sviluppati. Il documento è reperibile all’indirizzo: www.millenniumforum.org/html/papers/mfd26May.htm